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Pachamama e la ciotola di terra

Pachamama und die Schale aus Erde

Una leggenda su Pachamama riguardo alla gratitudine, alla calma e al suolo sotto i piedi

Eine Sage mit Pachamama über Dank, Ruhe und den Boden unter den Füßen

Pachamama nel villaggio di montagna non era una parola lontana, ma una sensazione che si poteva percepire ogni giorno. Il vento accarezzava i campi come se volesse controllare che tutto fosse in ordine, e sotto ogni cosa c’era Pachamama, che teneva fermi i sentieri affinché nessuno scivolasse. La gente lavorava sodo, perché in montagna era la norma, e gioiva delle piccole cose, perché lì le piccole cose sembrano grandi. Una buona giornata iniziava con l'acqua, con il pane e con uno sguardo al suolo che sosteneva ogni cosa.

Una volta all'anno arrivava la festa del raccolto e il nome Pachamama ne faceva sempre parte. I cesti erano pieni, i granai profumavano di cereali e i bambini correvano tra i tavoli finché non girava loro la testa. Le risate saltavano di casa in casa, i tamburi suonavano sulla piazza e tutti erano orgogliosi perché l'anno era stato difficile, ma era finito comunque bene.

In quell'anno particolare, la festa fu particolarmente rumorosa. Coperte nuove coprivano le panche, arrivarono più ospiti dai villaggi vicini e si parlava ovunque come se si dovesse trattenere la felicità prima che svanisse di nuovo. Un pensiero però andò perduto, sebbene di solito fosse sempre presente. Un piccolo segno di rispetto per Pachamama, naturale come accendere il fuoco, semplicemente non ci fu, e fu proprio questa omissione a rendere la piazza così silenziosa in seguito. Non c'era alcuna intenzione, solo dimenticanza, e la dimenticanza può essere silenziosa.

La notte non portò tempesta. Il cielo rimase limpido e le stelle brillavano tranquille. Al mattino, però, qualcosa sembrava diverso. Il suolo non era rotto, ma appariva più estraneo del solito. I passi risuonavano duri, come se la piazza volesse rispondere, e le voci non si fondevano bene tra loro. Nessuno riusciva a trovare una spiegazione.

Die Nacht brachte keinen Sturm

Al centro della piazza del villaggio c'era una ciotola di argilla, come se Pachamama stessa l'avesse posata lì. Non c'erano motivi sopra di essa, né lucentezza, né segni, solo una forma pulita e un colore simile alla terra dopo una giornata calda. Nessuno aveva visto come fosse arrivata lì. Non c'erano tracce che portassero a lei, ed è proprio questo che la rendeva così evidente, perché le cose che attirano l'attenzione solitamente hanno sempre una causa.

La curiosità attirò prima i bambini. Una piccola mano sollevò la ciotola, con cautela ma con sicurezza. Dentro c'era calore, nonostante l'aria fresca, e il peso sembrava serio, senza però minacciare. Fu portata dell'acqua, ne venne versato un sorso e il bambino bevve. Il sapore rimase normale, ed era proprio questo a rendere tutto così strano. Seguì un breve momento di silenzio, come se il corpo avesse capito ciò che la testa doveva ancora elaborare.

Neugier zog die Kinder zuerst an

Altre persone si avvicinarono. Alcuni bevevano frettolosamente e proseguivano, perché il lavoro non poteva aspettare. Alcuni guardavano solo per un attimo e fingevano che fosse tutto irrilevante. Altri si sedettero accanto, prima esitanti, poi per più tempo, e un modello emerse senza che nessuno lo avesse pianificato. La calma tornò più rapidamente non appena qualcuno beveva e si soffermava un momento, come se la giornata volesse aggrapparsi a quello. Le parole suonavano più gentili dopo, le mani lavoravano con più costanza e i piccoli problemi rimanevano piccoli.

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L'irrequietezza invece rimaneva dove nessuno si fermava. I sentieri sembravano più lunghi, i pensieri correvano più veloci e i litigi trovavano più spazio del solito. Un uomo disse infine che la ciotola doveva sparire perché creava solo confusione, e il nome Pachamama suonava improvvisamente nelle sue parole come una scusa. Un'anziana donna lo sentì, scosse lentamente la testa e disse che l'irrequietezza non scompare solo perché si spostano le cose. Un luogo in cui fermarsi, spiegò, mostra solo ciò che manca comunque.